La Valle di San Liberale è uno dei luoghi di cui maggiormente si raccomanda la visita per apprezzare davvero il versante meridionale del Massiccio del Grappa. Gli scorci panoramici, infatti, sono straordinari, il rilievo naturalistico è notevole per la presenza di particolari biotopi e i sentieri escursionistici sono tra i più apprezzati dell’arco prealpino. A questo si aggiungono le notevoli valenze storiche per via delle tracce della Grande Guerra come strade militari, postazioni e gallerie ora in parte ripristinate e visitabili.
A non molta distanza dalla pianura accedere a San Liberale significa addentrarsi molto rapidamente in uno scenario di vera montagna per il paesaggio fittamente boschivo e severo negli affioramenti rocciosi, talora assolutamente selvaggio, solcato dalla profonda incisione creata dal torrente Lastego fin dalla sua sorgente, il suggestivo e misterioso Bus de Refos. La rete dei sentieri è fitta e ben rintracciabile dalla segnaletica CAI. I percorsi possono accontentare chi cerca refrigerio e relax in una comoda passeggiata fino al Sacello di San Liberale. Ma anche escursionisti più esigenti possono avere una bella soddisfazione risalendo la vallata per oltre 1000 metri di dislivello fino allo spettacolare sentiero delle Meatte. Questo sentiero, infatti, è stato realizzato durante la Grande Guerra dal Genio militare italiano come opera di immediata retrovia per spostare e ricevere le truppe al riparo dal tiro nemico. Attraente è sicuramente l’immagine paesaggistica del luogo stesso percorrendo una serie di cunicoli e gallerie scavate dal Genio in un ambiente di montagna. Non mancano, infine, anche due impegnative ‘ferrate’ come la direttissima Carlo Guzzella e quella dei Sass Brusai. In conclusione la Valle è frequentata per tutto l’anno e in particolare dalla primavera fino all’autunno inoltrato; solo nel caso di eccezionali nevicate la parte alta dei sentieri può essere rischiosa.